Uno dei comuni denominatori dei film di Nolan è l'attesa che riescono a creare. L'ho già detto molte volte e lo ripeto: non ho mai atteso un film come attesi Il Cavaliere Oscuro-Il ritorno nell'estate del 2012. Vuoi un po il mito che si era creato sul finale, vuoi un po lo slittamento di un mese dalla release statunitense, vuoi tante altre cose, fatto sta che mi ritrovai a trascorrere le ore precedenti alla visione guardano ripetutamente l'orologio e conteggiando il tempo effettivo che mancava all'inizio della proiezione. Anche questa volta abbiamo fatto tesoro di ogni notizia, di ogni trailer, di ogni immagine promozionale che pian piano veniva rivelata. Ed è stato cosi' che, dopo mesi di incensante attesa, mi sono ritrovato a rabbrividire sulla poltrona ancor prima che partisse il film, per poi uscirmene stupito, sbalordito, incredulo. Sono state 3 ore di sospensione, 3 ore di immenso, l'andata e il ritorno di un grande viaggio, un viaggio indimenticabile. Lasciate perdere tutte le critiche, mettete da parte l'eterna lotta tra il capolavoro/non capolavoro (come se lo si potesse dire in soli 2 giorni) ed allontanatevi dalle affermazioni provenienti da quelle persone che hanno visto e giudicato il film nello stesso identico modo in cui lo hanno atteso: con cattiveria. Quella cattiveria che fa male al cinema e all'intera umanità, quel malsano sentimento che vorrebbe smontare un'esperienza e ridurre il cinema ad una barzelletta. Il cinema è ARTE. L'arte è EMOZIONE. E tra il brivido e il pettegolezzo la scelta è ovvia. Avremo anni per rilevare pregi e difetti, per il momento: andate in sala, spegnete i cellulari, mettetevi comodi e godete l'esperienza che Nolan ha creato per voi.VOTO
3,5 su 4

